Venerdì Santo
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Fr 03.04.2620:00
Concerti straordinari
Chiesa Collegiata, Bellinzona
Fr 03.04.2620:00
Concerti straordinari
Chiesa Collegiata, Bellinzona
Programm
Francesco Hoch
(*1943)
Z contro Z per coro a cappella (2026)
John Rutter
(*1945)
Requiem per soprano, coro e orchestra (1985)
I. Requiem aeternam
II. Out of the Deep (Salmo 130)
III. Pie Jesu
IV. Sanctus
V. Agnus Dei
VI. The Lord is my Shepherd (Salmo 23)
VII. Lux Aeterna
Giuseppe Verdi
(1813 – 1901)
Stabat Mater per coro e orchestra (1897), da Quattro pezzi sacri
Musica che consola e trasfigura il dolore
Dopo un’introduzione affidata a un breve brano del decano dei compositori ticinesi Francesco Hoch, il Concerto del Venerdì Santo si affida quest’anno alle atmosfere consolatorie del britannico John Rutter. I vocabolari concordano spesso nell’attribuire al termine “epigono” il significato di pedissequo imitatore d’idee, forme e stili altrui. Per lungo tempo un compositore che adottava un linguaggio tonale – a prescindere dal talento, dall’invenzione ecc. – veniva escluso dal diritto di cittadinanza artistica. Se invece allargassimo l’accezione verso il senso originario greco, epigono inteso come “quello nato dopo”, potremmo parlare di consapevole discendente. A quest’ultima categoria appartiene Rutter, classe 1945, compositore estremamente popolare non solo nel Commonwealth britannico, molto festeggiato l’anno scorso in occasione dei suoi 80 anni.
Nel 1985, all’età di quarant’anni, Rutter scrisse un Requiem in memoria del padre, eseguito per la prima volta alla Lover’s Lane United Methodist Church di Dallas. Nei sette numeri in cui esso è suddiviso, Rutter alterna cinque parti tratte dalla tradizionale Messa per i defunti (ossia il Requiem aeternam, il Pie Jesu, il Sanctus, l’Agnus Dei e il Lux Aeterna) a due parti tratte dai Salmi anglicani per i servizi funebri (il Salmo 130 Out of The Deep e il Salmo 23 The Lord Is my Shepherd). Il mescolare testi sacri latini e inglesi potrebbe far pensare a Benjamin Britten (col suo War Requiem), autore molto ammirato e presente nella musica di Rutter, se non fosse che questo suo Requiem si ispira più alla dimensione intima e consolatoria dei modelli francesi (con i Requiem di Gabriel Fauré e Maurice Duruflé) e americani (con i Chichester Psalms di Leonard Bernstein) che non alla pagina di Britten.
Si torna invece alla fine dell’‘800 con lo Stabat Mater di Giuseppe Verdi, cui il compositore iniziò a dedicarsi sul finire dell’anno 1896, quando declinava irrimediabilmente la salute della moglie, Giuseppina Strepponi. Il Gran Vegliardo si era dato il compito di scrivere sempre qualcosa per tenersi in esercizio, ma dopo la morte della moglie si disinteressò dell’esecuzione di quanto andava componendo, preferendo seguire i lavori di completamento di quello che riteneva il suo vero capolavoro, la Casa di Riposo per Musicisti progettata da Camillo Boito, dove ancora oggi riposano le sue spoglie. Fu il fratello di Camillo, il celebre poeta, musicista e librettista Arrigo Boito ad avere l’idea di riunire le quattro ultime composizioni sacre del Maestro (Ave Maria, Stabat Mater, Laude alla Vergine Maria, Te Deum), dargli un titolo (Pezzi sacri) e organizzare la prima esecuzione con le forze artistiche dell’Opéra di Parigi (1898), mentre l’Autore attendeva l’esito nella sua casa di Sant’Agata.
Dopo il battesimo francese, Arturo Toscanini e il Comitato per le celebrazioni dello statuto albertino di Torino si recarono da Verdi a Genova per rivedere le quattro partiture in vista della trionfale “prima” italiana, prodromo ad un giro europeo altrettanto felice. Toscanini eseguì al pianoforte lo Stabat Mater e il Te Deum, indicando spesso cambi di tempo; Verdi rispose: «Caro figliuolo, non si può scrivere tutto!».
L’adesione di Verdi al formidabile testo attribuito a Jacopone da Todi tocca nello Stabat Mater un vertice di asciuttezza unico, per vigore di concetti, essenzialità della scrittura vocale e mobilità di discorso orchestrale pensato in rapporto al nudo testo poetico.
Giovanni Gavazzeni
Diego
Fasolis
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Rolle
Direttore
Coro della Radiotelevisione svizzera
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Rolle
Coro
Betty
Makharinsky
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Rolle
Soprano
Liga
Liedskalnina
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Rolle
Maestro coro